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Qui vedi la vita e la morte sedute allo stesso banchetto...
sentimenti
27 aprile 2009
In quell'abbraccio

Coincidenze.
L'ho sognata.
Dopo tanto.
 La scena si svolgeva in una Chiesa. Eravamo lontani, distanti come lo siamo ora. Eppure ad un tratto lei- splendida tartaruga in un mondo di asini- mi ha perdonata con lo sguardo e con la mano mi ha fatto cenno di seguirla. Pochi passi verso di lei, mi ha preso per mano. Ho avvertito il calore della stretta. Altri pochi passi verso la navata della Chiesa. Senza bisogno di parole ci siamo abbracciati. Un abbraccio così, neanche nella vita reale l'ho mai ricevuto. In quell'abbraccio era nascosto tutto. Dolcezza, rimpianto, mille parole troppo a lungo taciute. 
Poi la maledetta sveglia.
In una mattina come tante, di una settimana come tante, in una vita senza te.
Troppe pagine sono dedicate a quelle braccia. Tante, troppe pagine sono solo per te. Per te che ora sei nell'abbraccio di un sogno finito troppo presto.




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sentimenti
23 aprile 2009
Scrivere

Probabilmente è tardi ma finalmente ho capito cosa voglio fare: scrivere.
Ebbene si, scrivere.
Ed è strano averlo capito ora, visto che fin da bambina non ho fatto altro. Ma è sempre stata una tendenza innata, zero consapevolezza. Adesso lo so. Scrivere, conoscere storie, parlare delle mie. Ed ora che per vile denaro sono scesa a compromessi accettando di fare altro, scrivere mi manca ancora di più. Come un amore perduto. Ma siccome pochi mesi fa ho parlato di cigni neri che avvertono una strada dentro e la seguono, anche io ho deciso di seguire la mia. Senza soldi, forse. Ma col cuore contento.

Già mi sento più felice.
Tasche vuote e cuore pieno.
Perché non posso fare altro.
Perché ogni altra strada sarebbe un oltraggio a me stessa.




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sentimenti
20 aprile 2009
Ricomincio da qui...

Forse perché non c’è più una canzone che valga la pena ascoltare e riascoltare fino allo spasimo, forse perché non ho più ricordi da vagliare o forse perché non ne ho più voglia. Il gioco è inutile e inutilmente dannoso.  Forse perché ogni volta che l’ho fatto ho avvertito una penosa delusione. Forse perché un po’ cresco e un po’ miglioro e un po’ peggioro.

Eppure, per tutti questi motivi, ricomincio da qui..

Ricomincio da qui perché se è vero che non ho scritto nulla di eccezionale, è anche vero che queste pagine sono solo mie.

Ricomincio da qui, perché ho passato gli ultimi giorni a rileggermi e qualcosa vorrà pur dire.

Perché mi manco moltissimo. Nonostante tutto.

E perché in fondo al cuore so che… nonostante il lavoro, gli sguardi alteri, il cinismo e la diffidenza, resto sempre la stessa.

Ricomincio da qui.

Quanta pena prima di pigiare quel "pubblica", quasi imbarazzo, profonda ritrosia...




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DIARI
28 novembre 2008
Ehi tu...

Ehi tu...
Parlo per esperiena personale e perchè forse qualcosa posso insegnare. A volte per darmi un tono mi dico che le persone intelligenti non riusciranno mai ad essere felici. Palle. Cioè non è del tutto falso, però non bisogna giocarci su questa cosa, usarla come comodo salvagente. Lo dico per le persone, nelle cui parole spesso  leggo la stessa inquietudine, la stessa sensazione di essere inadeguati, fuori posto, la stessa attesa per il futuro che ci riserverà sorprese e felicità. Dannate palle, ancora. E finché si è in tempo a quelle persone dico che sarebbe meglio smetterla di guardarsi intorno, di sentirsi così maledettamente inquieti, di cercare qualcosa nel futuro. Lo dico perché questa inquietudine non cesserà, i suddetti tipi la portano dentro a vita e quando raggiungono un traguardo sono già pronti a dannarsi per un altro. I tipi per cui raggiunto un traguardo, neanche ci arrivi che sembra un ricordo. Le mete sono pure invenzioni che ci siamo creati per sentirci un pò meno inutili durante il cammino. E siccome sarà così a 18, a 20, a 25 anni e così via...il consiglio è questo: guarda un pò meno avanti, scrolla l'ansia di dosso, sorridi e vivi il presente. Guarda sempre l'impossibile negli occhi ma fallo adesso, non domani, adesso. Non farlo condurrà su una strada sempre più irta e frastagliata, ed che ti voglio bene ti consiglio vivamente di evitarlo.
Non conduce a nulla e squarcia il cuore inutilmente.

Segnalo questo meraviglioso blog: è ancora piccolo, è ancora incerto ma la proprietaria ha un'anima bella. So che vi piacerà. Vanille


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fotografia
25 novembre 2008
Luogo del cuore

Il luogo del cuore è quel posto che ami disperatamente senza conoscerne il motivo. E' quel posto dove ti pervade un'inspiegabile sensazione di pace, dove ti sembra di camminare sollevata su una nuvoletta, dove tutto il tuo essere è totalmente sgombro da problemi e preoccupazioni. Un posto, dove non importa quali angustie ti tormentano, quali incredibili ingiustizie hai dovuto subire, un posto che senti essere fatto su misura per te. E sei a casa, anche se non è la tua casa, e ti senti al sicuro anche se non sei al riparo da sguardi, e ti senti in pace, anche se dentro e fuori è guerra. E così cerchi di tornare non appena puoi, inspiri profondamente il ricordo, agogni il silenzio, brami di essere lì. Il mio luogo del cuore è un'incredibile insenatura a picco sul mare, dove si abbracciano due golfi e dove lo spettacolo è talmente struggente da farmi commuovere ogni volta. Reggo lo sguardo, domino il panorama, accarezzo la distesa d'acqua che mi tranquillizza più di ogni altra cosa al mondo. Ci parlo, sorrido, saluto. Da sola, come una povera pazza. Il mare lo sento dentro di me e d'inverno lo invoco come un miracolo. "Sorreggimi, sorreggimi- gli chiedo- ho bisogno di te, -insisto". Mi ispiro e lo inspiro, lo tocco e mi tocca. E qualunque sentiero io percorra, quel lembo di terra sarà sempre mio. Così come i suoi odori, così come i suoi colori rarefatti. Distinguibili e di  luce vibrante con variazione infinitesimale, unici al mondo. Il mio cielo, il mio mare, la mia insenatura, la mia oasi di pace e serenità.
Il mio posto del cuore

Il tuo qual è?


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DIARI
21 novembre 2008
Il cigno nero

Chi ha dettato le regole? Quando è stato stabilito che occorre seguirle e soprattutto: per quale ragione lo facciamo? Perché nella vita coincidono fortuna, probabilità, conoscenza e preparazione, perché seguire le regole dettate dagli altri è molto più semplice che crearsene delle proprie. Vogliamo tutti essere cigni bianchi, ammirati, invidiati, desiderati. Eppure sono i cigni neri che cambiano il mondo. Nessuno li conosce, nessuno sa bene chi siano e perché lottano tanto nella vita. Pensiamo sia una di quelle leggende metropolitane: tutti ne parlano ma nessuno li ha visti. Eppure i cigni neri vivono, e sono quelle persone che “sentono” una strada nel loro cuore e la seguono. Una strada poco illuminata il più delle volte, una strada tortuosa che nessuno si sente di percorrere, una strada dove alcuno ti guarda e ti ammira. Una strada dove sei solo, sempre solo. Eppure è proprio questa strada che il cigno nero decide di battere, passo dopo passo, colpo dopo colpo. Ogni giorno un passo in più. E quella è l’unica strada che il cigno nero desidera percorrere, l’unica, la propria. E quando vincono, non esultano per la vittoria di per se – tanto non c’è nessuno che li plaude- esultano solo per la gioia di aver dato ascolto alla propria voce interiore, per aver vissuto e vinto una partita a scacchi contro se stessi. Siamo noi il nemico più temibile per noi stessi. Siamo noi stessi il mostro da combattere. I nostri schemi mentali, le nostre paure, la nostra ossessione per il futuro. La stessa ossessione che ci fa rabbrividire al solo pensiero che alla soglia dei quarant’anni potremmo guardarci allo specchio e sospirare “Dio, vorrei averne 18 e tutta la vita davanti per cambiare ogni cosa”. La vita non è davanti, la vita è adesso. E il cigno nero, quello che segue le sue regole e il suo cuore, questo lo sa.

Sii un cigno nero.

Perché “perdere un treno fa male solo se gli correte dietro”.


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sentimenti
21 novembre 2008
Il cigno nero

Chi ha dettato le regole? Quando è stato stabilito che occorre seguirle e soprattutto: per quale ragione lo facciamo? Perché nella vita coincidono fortuna, probabilità, conoscenza e preparazione, perché seguire le regole dettate dagli altri è molto più semplice che crearsene delle proprie. Vogliamo tutti essere cigni bianchi, ammirati, invidiati, desiderati. Eppure sono i cigni neri che cambiano il mondo. Nessuno li conosce, nessuno sa bene chi siano e perché lottano tanto nella vita. Pensiamo sia una di quelle leggende metropolitane: tutti ne parlano ma nessuno li ha visti. Eppure i cigni neri vivono, e sono quelle persone che “sentono” una strada nel loro cuore e la seguono. Una strada poco illuminata il più delle volte, una strada tortuosa che nessuno si sente di percorrere, una strada dove alcuno ti guarda e ti ammira. Una strada dove sei solo, sempre solo. Eppure è proprio questa strada che il cigno nero decide di battere, passo dopo passo, colpo dopo colpo. Ogni giorno un passo in più. E quella è l’unica strada che il cigno nero desidera percorrere, l’unica, la propria. E quando vincono, non esultano per la vittoria di per se – tanto non c’è nessuno che li plaude- esultano solo per la gioia di aver dato ascolto alla propria voce interiore, per aver vissuto e vinto una partita a scacchi contro se stessi. Siamo noi il nemico più temibile per noi stessi. Siamo noi stessi il mostro da combattere. I nostri schemi mentali, le nostre paure, la nostra ossessione per il futuro. La stessa ossessione che ci fa rabbrividire al solo pensiero che alla soglia dei quarant’anni potremmo guardarci allo specchio e sospirare “Dio, vorrei averne 18 e tutta la vita davanti per cambiare ogni cosa”. La vita non è davanti, la vita è adesso. E il cigno nero, quello che segue le sue regole e il suo cuore, questo lo sa.

Sii un cigno nero.

Perché “perdere un treno fa male solo se gli correte dietro”.


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DIARI
19 novembre 2008
Welcome Manhattan

Perché prima o poi bisogna trovare il proprio Postonelmondo...
Perché io rimarrò sempre la stessa ma forse con qualche prospettiva e consapevolezza in più. Perché la vita è un continuo invito al surreale e l'arte un complemento della vita e della storia.
New York perché cade e si rialza come nessuna, più forte di prima, più grandiosa di prima, più orgogliosa e fiera e spavalda. New York, perché gli stolti credono sia invulnerabile, ma nelle viscere soffre e si dispera e geme come nessun'altra al mondo. Io soffro, gemo e mi dispero. Ma sono ben viva. Sono un invito alla vita. New York perché è efficiente e severa, una scuola di rigore. New York perché è frivola e mondana. New York perché è romantica e dolce e d'inverno profuma di caldarroste. New York perché ama gli abbracci e prima del freddo ti regala un altro squarcio d'estate: l'estate di  San Martino. New York perché la vita e la morte le puoi trovare sedute allo stesso banchetto. New York perché l'unica cosa che può offrire è se stessa nelle sue sgomentevoli contraddizioni, e anche quando pensi di odiarla in cuor tuo la ami. New York perché mi ricorda un periodo felice in cui mi facevo chiamare Manhattan e mi sembrava ancora di poter cambiare il mondo. E perché credevo di aver smarrito la via di casa, di aver perso un'occasione, di non essere più io.
New York, perché comunque andranno le cose, è stata e sarà sempre New York.
Questa è l'occasione, questo è il momento.


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DIARI
10 novembre 2008
Altalena

L’altalena oscilla indietro e in avanti.
Ho sempre temuto le altalene. Posso avventurarmi sulla giostra più pericolosa, sulle montagne russe con giro mortale annesso. Ma le altalene no. Non posso. Temo per la mia testa, tempo per le mie gambe. L’altalena continua ad oscillare. Il verso dondolante lo avverto anche quando mi stendo supina sul mio letto. Mi prende lo stomaco e lo strizza in una nauseabonda morsa. Rido e piango, mi amo e mi odio, sono pazza e assennata, e mille altre cose ancora in una sola persona. Tutte contrarie tra loro.

“Nego il negabile,

rido il possibile

curo il ricordo e mi scordo di me,

e perdo il momento sperando che solo

perdendo quel tanto tu resti con me”.




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SOCIETA'
5 novembre 2008
God bless

 Se c’è ancora qualcuno là fuori che dubita del fatto che l’America sia il posto dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri sia vivo oggi, che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, stasera ecco la risposta. E’ la risposta che hanno dato le file davanti le scuole e le chiese, mai così lunghe nella storia di questo paese, fatte da gente che ha atteso tre ore, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita, perché credevano che questa volta poteva essere diverso, e che la loro voce poteva essere quella differenza.
E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili.
Americani, che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati solo un insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu.

Noi siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d’America.


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permalink | inviato da Little Moon il 5/11/2008 alle 15:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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Il luogo dove nascondersi, smarrirsi o scoprire se stessi...



Qui vedi la Vita e la Morte sedute allo stesso banchetto


Après moi, le déluge



Ce ne erano tanti come me, ma migliore di me nessuno.

-Enrico Femi-



  
"I am a fireman, and all my life I shall be a fireman. Always here, always in New York. To protect my city and my people and my friends."

New York Fireman, Oriana Fallaci


"Coloro che hanno a lungo goduto dei privilegi di cui noi godiamo, col tempo dimenticano che per conquistarli sono morti degli uomini."

Frankling D. Roosvelt   



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"In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa la malapianta: la tirannide. Infatti ogni eccesso suole portare all’eccesso opposto, sia nelle stagioni che nelle piante che nei corpi, e a maggior ragione nei reggimenti politici."

Platone, La Repubblica, Libro VIII


                                "Spartani! Preparate la colazione e mangiate in abbondanza perché stasera ceneremo nell'Ade!"

Re Leonida


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"Lo so che ti suona smielato ma l'amore è passione,ossessione,qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico buttati a capofitto, trova qualcuno da amare e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo?Beh,dimentica il cervello e ascolta il tuo cuore. Io non sento il tuo cuore perchè la verità è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi,equivale a non vivere. Ma devi tentare,perchè se non hai mai tentato,non hai mai vissuto." 


"E’ una pallottolina dell’M16. Una, una sola basta ad uccidere un uomo: senza bisogno di sparare a raffica. Perché lei viaggia ad una velocità molto vicina alla velocità del suono, e mentre viaggia è sempre al limite dell’equilibrio, e quando arriva non si ferma dentro la carne come una brava pallottola, no, e neanche attraverso un braccio o una gamba, no, lei si gira e si ritorce, e strappa e taglia e ti vuota in pochi minuti di tutto, del tuo sangue... L’ha inventata un uomo."

Niente e così sia



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"E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male."

X Agosto

 

"Amor,ch’al cor gentil ratto s’apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta;e ‘l mondo ancor m’offende. Amor,ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che,come vedi,ancor non m’abbandona. Amor condusse noi ad una morte: Caina attende chi a vita ci spense. Queste parole da lor ci fuor porte."

Inferno, V





Mi mancheresti anche se non ti avessi conosciuto


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                                                                                   "Tieniti stretti gli amici, Harry."

Harry Potter


"Via quei capelli lunghi e quegli chignon: non dovete mica scioglierli perchè il vostro amante entri in camera dalla finestra. Avete le chiavi di casa, cretine."

Coco Chanel




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"È strano che la gente usi l'espressione "vita o morte", come se fosse implicito che la vita sia l'opposto della morte, ma la nascita è l'opposto della morte, la vita...non ha nessun opposto."

Dawson’s Creek

      

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"Nego il negabile, rido il possibile, curo il ricordo e mi scordo di me. E perdo il momento sperando che solo perdendo quel tanto, tu resti con me..."

T.F.

                                                                 "Tutto quello che vedete lo devo agli spaghetti." 

R.B.

Grey's Anatomy

"Il tempo vola. Il tempo non aspetta nessuno. Il tempo guarisce tutte le ferite. Tutto ciò che vogliamo è più tempo... È il momento di alzarsi... Il momento di crescere Il momento di lasciar scorrere... il tempo." 

Grey's Anatomy











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